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Tegola
in laterizio a forma di mezzo tronco di cono, detta anche
canale o canale coppo.
Viene posata sopra l'orditura del tetto a corsi alternati;
il primo con la concavità rivolta verso l'alto e il
secondo con la concavità verso il basso, a cavaliere
del primo.
Ha generalmente dimensioni di 45-50 cm per 16-20 cm.
Il
Laterizio, di cui sono formate le Tegole, rappresenta di fatto
uno dei materiali più antichi impiegati nel mondo delle
costruzioni e la nascita degli stessi elementi da copertura
in cotto risale a civiltà così antiche da perdersi
veramente nella notte dei tempi. L'origine di questi prodotti
è legata principalmente alla necessità, particolarmente
sentita nei climi umidi, di rendere impermeabili le coperture
a terrazza, comunemente usate nell'antico Egitto e in tutto
il Medio Oriente.
Gli
Assiro-Babilonesi, gli Ittiti e i Fenici, per proteggere l'interno
delle abitazioni dagli agenti atmosferici e dall'irraggiamento
solare, ponevano sulle coperture piane delle loro case uno
spesso strato di argilla che veniva successivamente essiccata
dal sole. Una migliore tenuta all'acqua si otteneva posando,
in tempi successivi, anche delle lastre smaltate di terracotta,
fissate con sostanze bituminose che ne sigillavano i giunti.
I
Greci usavano impostare questo strato di argilla sopra una
orditura orizzontale in legno, con uno spessore decrescente
in modo da ottenere una certa pendenza della falda. Anche
il rivestimento e l'impermeabilizzazione di questo tipo di
tetti erano in genere realizzati con tegole di terracotta
molto simili ai nostri coppi.Dallo strato di protezione in
argilla e lastre in cotto alle tegole in laterizio il passo
fu breve. Alla luce di alcuni accurati studi, i modelli più
noti e codificati erano:
- la
tegola asiatica o normale
- la
tegola belga o fiamminga
- la
tegola piatta o germanica
La
tegola normale, la più antica che si conosca, era anche
la più usata in Asia, in Asia Minore, in Italia e,
in particolare, in Sicilia, in Spagna ed in generale in tutti
i Paesi lungo le coste meridionali del Mediterraneo. Uno degli
esempi più importanti di copertura in laterizio è
costituito dal tetto del tempio sotterraneo di Hera, a Paestum
(costruito nella seconda metà del VI secolo a.C.),
dove le tegole ricoprivano una serie di lastre di calcare.
Presso
gli antichi Romani, invece, era molto impiegato un particolare
tipo di tegola piana denominata embricus (lunga circa 43 cm
e larga da 25 a 28 cm), rastremata nel senso della lunghezza
per consentirne la sovrapposizione l'una sull'altra, mentre
la tenuta fra tegole adiacenti era realizzata grazie alla
messa in opera di un elemento a canale, simile al coppo, con
la concavità rivolta verso il basso. Già allora
questi prodotti da costruzione, piuttosto pregiati, portavano,
in molti casi, stampigliato sulla superficie, il nome del
produttore, sistema precursore dei moderni Marchi di Origine
e di Qualità. Lo sviluppo maggiore delle coperture
in cotto si ebbe comunque sotto l'Impero Romano, durante il
quale furono impiegati elementi a sezione semicircolare da
porre lungo le linee di colmo.
A
Canterbury, in Inghilterra, è stato rinvenuto un colmo
molto singolare che presenta, nella parte inferiore dei bordi,
due aperture per l'inserimento dei coppi che sormontavano
le tegole piane di copertura disposte sulle falde. Nell'Europa
nord-occidentale, invece, si diffuse un tipo di tegola di
piccole dimensioni (simile alla tegola piatta dei nostri giorni)
che veniva impiegata in sostituzione delle tegole in legno
(scandole) troppo vulnerabili in caso di incendio.
Il
tipo normale di tegola, opportunamente modificato nella forma
e nelle dimensioni, ha continuato ad essere prodotto ed utilizzato
in tutti i Paesi del Mediterraneo fino ai giorni nostri. Oltre
2000 anni di vita, durante i quali queste tegole hanno saputo
rispondere alle esigenze tecniche ed architettoniche più
disparate, adattandosi alle latitudini e ai climi più
diversi per arrivare fino a noi, immutate nel loro caratteristico
color cotto naturale, ma nettamente migliorate nella funzionalità
della forma e nella qualità delle prestazioni, grazie
ai moderni sistemi di produzione e alle conoscenze accumulate
in secoli e secoli di esperienze e collaudi.
Tratto
da www.ilr.it
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